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Seward Johnson e Bric-À-Brac  –  The Jumble Of Growth  –  另一种选择 : a Roma due diversi volti di arte e scultura

Romegarden hotel Seward Johnson mostra

Sculture iperrealistiche nel parco di Villa Borghese: Seward Johnson a Casina Valadier

Poche vedute di Roma possono rivaleggiare con il Belvedere del Pincio, la magnifica terrazza che sovrasta Piazza del Popolo, nel cuore del parco di Villa Borghese. Eppure, nonostante la vista mozzafiato, qualcosa potrebbe attirare lo sguardo di turisti e visitatori lontano dal panorama. Forse un’anziana signora avvolta in un cappotto di lana invernale, a passeggio sotto il sole d’agosto; o magari gli abiti vintage e merlettati di una giovane donna, stretta dal suo compagno in un abbraccio interminabile; ancor più strano potrebbe risultare un poliziotto newyorkese in divisa d’ordinanza in pieno centro storico di Roma.

Se dovesse accadere anche a voi non temete: non si tratta di miraggi né di un colpo di calore. Dopo qualche attimo di smarrimento e uno sguardo più attento capirete di trovarvi in presenza di statue di bronzo.

Volendo parafrasare e capovolgere un’espressione ormai celebre, si può affermare che in questo caso “il quotidiano diventa straordinario”. Celebrating the Familiar è infatti il nome della serie di sculture firmate da Seward Johnson, in mostra nel giardino di Casina Valadier. L’artista aveva già fatto parlare di sé a Roma nel 2009, quando la sua colossale opera “Il Risveglio”, raffigurante un gigante che emerge dal terreno, venne installata sotto l’obelisco dell’Eur.

Seward torna nella capitale con un assortimento di opere iperrealistiche, raffiguranti soggetti tratti dalla vita comune, uomini e donne colti nel mezzo di azioni quotidiane.

Tra i tavoli e le panchine della Casina Valdier spuntano allora uomini d’affari in doppio petto, bambini che giocano, coppie che si abbracciano e donne che si rilassano con un libro: plastici ma immobili, ordinari ma disorientanti.  Il realismo è tale da ingannare gli sguardi distratti di chi non fosse a conoscenza dell’iniziativa. L’istallazione rimarrà esposta per tutta l’estate, fino al 1 settembre e merita senz’altro una visita.

L’esperienza è piuttosto estraniante: non solo per la verosimiglianza delle statue, quanto piuttosto per le sensibili incongruenze temporali tradite da dettagli come acconciature, vestiti, atteggiamenti corporei. Come una macchina del tempo imperfetta, quest’istallazione vi trasporta in un giardino pietrificato dove il tempo si è fermato da qualche decina d’anni. Un’isola popolata da bambole di bronzo, di mimi inanimati; un teatro immobile del vintage che metterà in discussione le vostre idee riguardo ciò che considerate reale, illusione e moderno.

Se aveste infine bisogno di un ulteriore incentivo per visitare la mostra, pensate agli ottimi aperitivi da poter consumare in una location d’eccezione, di fronte ad un panorama che pochi altri luoghi potrebbero offrirvi a Roma o in tutto il mondo.

 

Bric-À-Brac – The Jumble Of Growth – 另一种选择 : visioni di un mondo globalizzato

Romegarden hotel Seward Johnson mostra BRIC a BRAC

Inizierà presto, per concludersi in autunno inoltrato, un altro evento dedicato a sculture ed istallazioni: BRIC-à-brac | the Jumble of Growth | 另一种选择. Proprio dall’altro lato del Parco di Villa Borghese, rispetto alle sculture di Seward, dal 16 luglio al 14 ottobre la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ospiterà quest’esposizione, il cui tema centrale è lo sviluppo incontrollato e disomogeneo delle nuove economie emergenti.

40 opere realizzate da 26 artisti internazionali che interpretano e ritraggono creativamente le conseguenze sociali di conflitti commerciali e sovrapposizioni geopolitiche. La vocazione internazionale dell’iniziativa è manifesta sia nel nome scelto per la mostra (tripartito e multilingue) sia nella decisione di affidare la supervisione a due curatori provenienti da paesi culturalmente diversissimi: Huang Du (Cina) e Gerardo Mosquera (Cuba).

Le opere esposte sono state scelte per la loro anti-convenzionalità, per la grande potenza espressiva, per la sperimentazione di nuovi linguaggi e materiali inconsueti. Una mostra tutta da scoprire, per assumere una nuova prospettiva sulla società port-industriale; per osservare i cambiamenti in atto nel mondo attraverso la visione estetica di un’ampia gamma di artisti. Sguardi provenienti da luoghi dove realtà globalizzata e modelli di sviluppo non sostenibili stanno lasciando un’impronta indelebile sulle forme del vivere umano.

Gli artisti:

Wim Delvoye (Belgio); Cinthia Marcelle (Brasile); Wang Goufeng, Wang Guangyi, Ni Haifeng, Wang Lijun, Tian Longyu, Lei Lu, Weng Fen, Gao Weigang, Yang Xinguang, Lu Zhengyuan, Du Zhenjun (Cina); Chang Young-hae, Heavy Industries (Sud Korea); Wilfredo Prieto (Cuba); Shilpa Gupta (India); Jamal Penjweny (Kurdistan, Iraq); Damián Ortega (Messico); Mounir Fatmi (Marocco); Donna Conlon, Jonathan Harker (Panama); AES+F (Russia); Cristina Lucas, Fernando Sánchez Castillo (Spagna); Kendell Geers (Sud Africa); Thomas Hirschhorn (Svizzera).