Palazzo delle Esposizioni: World Press Photo 2018 e Human+

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Il Palazzo delle Esposizioni è uno dei più vasti spazi espositivi del centro di Roma e certamente costituisce uno standard qualitativo tra i più elevati nel panorama museale Italiano. Una robusta strumentazione tecnologica permette di ospitare eventi e iniziative tra le più innovative, spaziando dalla pittura alla fotografia, alle istallazioni multimediali e tecnologiche. Questa primavera, in particolare, il Palazzo delle Esposizioni ha aperto le porte a due mostre di caratura internazionale, dalle marcate sfumature contemporanee… se non addirittura futuriste: gli scatti del World Press Photo 2018, in prima assoluta italiana a Roma e l’avveniristica Human+, un viaggio alla scoperta del futuro evolutivo e tecnologico della specie umana.

Il Rome Garden non poteva lasciarsi sfuggire un’occasione tanto ghiotta, a pochi passi dal suo giardino: è bastato dunque incamminarsi su Via Nomentana, verso il centro e Via Nazionale, nella piacevole tepore di un pomeriggio di Maggio, e varcare le porte della galleria d’arte.

Hotel rome garden Palazzo delle esposizioni Word press Foto
Richard Tsong – Taatarii Star

World Press Photo 2018

La World Press Photo è un’organizzazione internazionale no-profit fondata ad Amsterdam nel 1955, cui fa capo il più importante e prestigioso riconoscimento mondiale nel campo del fotogiornalismo. In un mondo in cui la comunicazione e la condivisione di immagini sono divenuti fenomeni massivi e massificati, è sempre più importante che organizzazioni di calibro internazionale incoraggino e supportino lo sviluppo di alti standard professionali. La mostra World Press Photo si pone allora di fronte agli occhi del visitatore non solo come un’esposizione dal grande valore artistico, ma come un parametro di riferimento di perizia fotografica e veridicità giornalistica; un baluardo tanto contro il dilettantismo quanto contro la disinformazione e la manipolazione delle informazioni che, oggi più che mai, passano anche dagli scatti dei reporter.

Per l’edizione 2018, la giuria ha premiato 42 fotografi, provenienti da 22 paesi, tra cui 5 italiani. Ci si può incamminare lungo le pareti delle sale espositive, scorrendo le foto come una carrellata di superbe diapositive: testimonianze che documentano, con forza espressiva superiore a qualsiasi scritto, il nostro tempo storico. Difficile rimanere impassibili di fronte agli scatti provenienti da ogni parte del mondo, che si intrecciano diversi filoni in un arazzo di declino e decadenza, rischiarato qua e là da rari barlumi di tenue ottimismo. Dominano ritratti di un’umanità che vive all’ombra del progresso occidentale: profughi, sconfitti, fuggiaschi, prostitute; ma anche soldati, guerriglieri, nazionalisti ed estremisti. Sguardi che immortalano animali minacciati dall’estinzione e culture assediate dalla globalizzazione; donne oppresse da religione e tradizioni ed operai schiacciati dai ritmi dell’economia moderna. Su tutte le immagini domina lo scatto premiato come vincitore assoluto per l’edizione 2018: l’ormai celebre immagine di un ragazzo venezuelano, José Victor Salazar Balza, in fuga ed avvolto dalle fiamme, durante gli scontri di Caracas dello scorso maggio.

Hotel rome garden-Palazzo esposizioni - Word press Foto
Ronaldo Schemidt | Agence

 

Sebbene non ci sia alcun intento moralizzatore nella scelta dei vincitori, di certo gli scatti  giudicati meritevoli tradiscono una certa affinità tematica ed emozionale. Ma la drammaticità delle opere è ben lungi dal rappresentare un’esasperazione del “politicamente corretto”, una celebrazione del patetico, o un facile espediente per catturare l’attenzione dell’osservatore.

Piuttosto la tragica intensità delle immagini valorizza e riporta alla luce il significato più autentico della fotografia giornalistica: ovvero la sua vocazione ad essere documento e testimonianza, non esercizio tecnico ed estetico fine a sé stesso. Lo specchio di un’era e di una contemporaneità che incombe carica di minacce, ritratta con tale oltraggiosa schiettezza da travolgere l’osservatore. Così si rimane ipnotizzati e storditi di fronte ai soggetti delle fotografie, quasi dimenticando la perizia tecnica e il gusto artistico che contraddistingue ogni singolo pezzo esposto.

Human+

Per chi ha già una qualche dimestichezza con  tematiche relative allo sviluppo del potenziale umano e l’espansione delle possibilità biologiche tramite le nuove tecnologie, questa mostra potrebbe forse dimostrarsi un po’ ridondante e didascalica. Se invece siete digiuni di simili argomenti, preparatevi a scoprire un mondo di protesi performanti, dispositivi in grado di espandere i limiti dei sensi umani e organismi geneticamente modificati. Articolata su due piani, l’esposizione offre un’ampia panoramica sulle numerose strade intraprese dall’uomo nel tentativo di oltrepassare i suoi limiti biologici.

Sentieri che intraprendono le direzioni più disparate: dalla chirurgia, in grado di installare antenne capaci di tradurre in suoni le frequenze di rifrazione della luce (permettendo così ai daltonici di percepire colori differenti) alle più sfrenate sperimentazioni nello sviluppo di intelligenze artificiali. Bioingegneria, conversione di energia corporea dopo la morte, eutanasia e robotica.

Rome Garden Hotel Palazzo delle Esposizioni Human+ expo

C’è molta carne sul fuoco, forse disposta in maniera un po’ confusionaria e senza una narrativa espositiva chiara e leggibile. Il giudizio complessivo non è del tutto positivo ma bisogna tenere conto del pubblico di riferimento: di certo può essere un’esperienza interessante da condividere con la famiglia, magari con i propri figli, per comprendere e prendere assieme coscienza di alcuni possibili scenari futuri. Inoltre il costo del biglietto d’ingresso include non solo le due esposizioni qui segnalate, ma anche una retrospettiva su Cesare Tacchi e una mostra-laboratorio su Magritte: come dire un intero pacchetto culturale in un’unica allettante offerta speciale!